La matematica innata

Published October 16, 2011 by giadaranzoni91

Buongiorno a tutti!dopo le prime difficoltà nel comprendere wordpress sono riuscita a creare il mio blog. Mi chiamo Giada Ranzoni e nel corrente anno scolastico sto frequentando il corso di matematiche elementari da un punto di vista superiore con il prof. Lariccia.

Durante le prime due lezioni di matematica uno degli argomenti citati dall’insegnante che più mi ha incuriosita è la teoria della MATEMATICA INNATA. Facendo delle ricerche ho scoperto che i bambini hanno delle capacità innate che usano per fare addizioni e sottrazioni di quantità simboliche ancora prima di aver imparato l’aritmetica. La dottoressa Camilla Gilmore ed alcuni colleghi dell’universitaà di Nottingham e di Harvard  hanno tratto questa conclusione mettendo di fronte ai bambini di cinque anni con background diversi una serie di problemi  ipotetici in cui figuravano addizioni e sottrazioni di numeri, da 5 a 98. I bambini non avevano ricevuto una formazione specifica di aritmetica ma sono comunque riusciti nelle operazioni di calcolo, rispondendo a domande come ” Se Sara ha 64 caramelle e ne regala 13 e Giovanni ne ha 34, chi di loro ne ha di più?”. Non solo: hanno fatto anche  molto meglio di quanto gli scienziati si aspettassero, spesso non arrivando ad un risultato esatto, ma ad una buona approssimazione. Per cui penso che doddiamo chiederic:  “Se siamo in grado di educare il senso del numero di un bambino molto piccolo, possiamo migliorarne in futuro le sue capacita’ matematiche?”.

 Quindi questa ricerca dimostra che non ci sono bambini che hanno o la “dote dei numeri” o la “dote delle lettere”, ma tutti possiedono attitudini e competenze matematiche.

A mio parere il migliore articolo a riguardo  è : martematicamente.wordpress.com/2009/10/29/la-matematicainnata/

Per smentire le idee comuni per cui la metematica è per pochi pazzi soli e incompresi è indicativa la figura di Ramanujan, un matematico indiano che nonostante fosse privo di istruzione era riuscito da solo a ricavare delle relazioni trigonometriche che erano state trovate un secolo e mezzo prima nientemeno che da Leonhard Euler. Lui fu mortificato dalla rivelazione che questa non era stata una sua “scoperta”, ma che un altro prima di lui era giunto alla stessa conclusione. Egli non si rese però conto di quanto fosse eccezionale riottenere da solo un risultato del grande Euler.

Un sito molto esplicativo sulle notizie particolari sui suoi studi e teoremi è: www.torinoscienza.it/personaggi/srinivasa_iyengar_ramanujan_19919

Giada Ranzoni

 

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