Problem solving …

Published November 15, 2011 by giadaranzoni91

Il problem solving, detto in italiano “soluzione dei problemi” è l’insieme di tutti le metodologie e le tecniche di soluzione dei problemi e delle relative strategie da mettere in atto.
Per problema (dal greco pròblema, da proballo = metto avanti, propongo) intendiamo:
• una questione da risolvere partendo da elementi noti mediante il ragionamento.
• un problema di aritmetica, di geometria, di algebra. I dati del problema sono in questo caso gli elementi noti.
• una questione, situazione difficile o complessa di cui si cerca la soluzione (circolare in auto è un problema).

Esso è applicato non solo in aree come la matematica o l’informatica, ma in tutte le aree in cui ci si trovi a dover risolvere problemi di qualsiasi tipo, siano essi di natura didattica o pratica, che di natura psicologica, come la gestione di situazioni difficili, problemi di comunicazione, gestione dello stress ecc.

Gli strumenti del Problem Solving
In base all’ambito di utilizzo, vi sono strumenti diversi di Problem Solving che aiutano ad inquadrare al meglio il problema, analizzarlo e risolverlo.
Possono esservi strumenti che meglio si adattano alle organizzazioni, altri agli insegnanti, al coaching, nella psicoterapia, nella crescita personale, anche se esiste una base comune.

Le fasi del Problem Solving:
1. Abbiamo detto quindi che come prima cosa bisogna rendersi conto del disagio o del problema, identificarlo (problem finding).
2. Dobbiamo poi definire il problema stesso (problem setting).Una esatta e strutturata definizione del problema è già un grande passo verso la sua risoluzione perché quanto più un problema è definito in maniera chiara quanto è più semplice affrontarlo e superarlo.
3. Pianificare le soluzioni attraverso specifiche tecniche (problem solving).
4. Mettere in pratica il tipo di soluzione pianificata e valutare i risultati ottenuti.

In realtà le modalità per raggiungere la soluzione di un problema sono molto più approfondite ed elaborate rispetto alla schematizzazione riportata qui sopra. Questo schema è una semplificazione di tutti i processi di Problem Solving.
In letteratura si trovano diverse schematizzazioni del processo di problem solving ne presento due tra le più utilizzate:

 la prima è sintetizzata nell’acronimo F.A.R.E. e afferma che i passi per risolvere un problema possono essere così schematizzati:

FASI
OPERAZIONI MENTALI
RISULTATI
Focalizzare Selezionare il problema
Verificare e definire il problema
Descrizione scritta del problema
Analizzare Decidere cosa è necessario sapere
Raccogliere i dati di riferimento
Determinare i fattori rilevanti
Valori di riferimento
Elenco dei fattori critici
Risolvere Generare soluzioni alternative
Selezionare una soluzione
Sviluppare un piano di attuazione
Descrizione della soluzione del problema
Piano di attuazione
Eseguire Impegnarsi al risultato aspettato
Eseguire il piano
Monitorare l’impatto durante l’implementazione
Impegno organizzativo
Piano eseguito
Valutazione dei risultati

 la seconda altrettanto famosa risale a Lasswell ed era usata fin dagli anni 30 nel giornalismo. Si basa su cinque W e due H che schematizzano i passi necessari per affrontare la soluzione di un problema:
       Who – chi è il referente o il committente, a chi ci si rivolge
       What – che cosa si deve fare (progetto)
       Where – dove si deve intervenire
       When – quando va fatto
       Why – perché si fa (obiettivo)
       How – come si deve fare – questo è lo sviluppo stesso del progetto.
       How much – quanto si può spendere.

Attenzione
In alcuni casi con il termine di problem solving si intende l’intero processo sopra esposto (inglobando, quindi, il metodo del problem posing) in altri casi con problem solving ci si riferisce al “come si fa” ( How) cioè all’esecuzione vera e propria della soluzione.

ESEMPI
Due esempi della procedura di problem solving.

Problema n°1:
“In una capanna ai piedi di un alto colle vive un monaco tibetano che, dedicata la propria vita alla preghiera, ha fatto voto di recarsi almeno una volta al mese al tempio posto sulla sommità del colle per trascorrervi una notte di meditazione.
A questo scopo, nel giorno consacrato agli dei, il monaco alle ore 8 di mattina si incammina per l’unico sentiero, lungo ben 12,6 km, che collega la capanna al tempio. Dopo un faticoso camminare, giunge finalmente alla meta per la cerimonia di apertura, che avviene regolarmente alle ore 20.
Il mattino successivo, dopo aver trascorso esattamente 12 ore in preghiera e salutati i compagni di meditazione, intraprende la via del ritorno.
A causa della stanchezza accumulata, però, le soste lungo il viaggio sono più frequenti e pertanto, nonostante il percorso sia in discesa, il monaco arriva alla sua capanna solo alle ore 20.
Esiste lungo il percorso un punto in cui il monaco transita nello stesso istante in entrambi i giorni?”

Lo schema di seguito riportato evidenzia i risultati ottenuti per ognuna delle fasi del metodo. Data la semplicità dell’esempio, non tutti i punti trovano corrispondenza nei risultati indicati (per esempio: non si evidenziano fattori critici,…).

Focalizzare Descrizione scritta del problemaIn questa fase si cerca di dare una descrizione del problema essenziale (priva cioè di informazioni inutili) e rigorosa (espressa cioè in modo chiaro e non ambiguo) Un monaco percorre con moto vario un unico sentiero, un giorno in un senso e un giorno nell’altro; sapendo che l’ora di inizio e di fine del tragitto sono le stesse nei due giorni , dimostrare che esiste nel percorso un punto in cui il monaco transita nello stesso istante in entrambi i giorni
Analizzare Valori di riferimento
Elenco dei fattori critici
Dati del problema: orari, punto di partenza e di arrivo
Risolvere Scelta della soluzione del problema
Piano di attuazione
Si decide di utilizzare una via grafica
Eseguire Impegno organizzativo
Piano eseguito
Valutazione dei risultati
Si rappresentano i tragitti in un piano cartesiano e si dimostra quanto richiesto

Problema n°2
“Una nuova aula speciale della scuola necessita di un’insegna e si pensa di affidare il lavoro ad una classe”

Who – il referente è il coordinatore del laboratorio, ci si rivolge all’utenza dello stesso
What – si deve progettare un’insegna che sia chiara e gradevole
Where – a scuola
When – entro un mese
Why – per rendere chiara la funzione dell’aula e abbellirne l’ingresso
How – Si valuta il materiale di cui si dispone, quello di cui si ha bisogno, gli strumenti disponibili, le proposte … si progetta l’intervento
How much – Spesa per il materiale non già disponibile

OSSERVAZIONI
Questi metodi possono essere usati da noi insegnanti in classe. Però bisogna tenere conto di due cose:
1. il tempo necessario è superiore a quello richiesto in esercitazioni di tipo addestrativo-ripetitivo
2. la soluzione deve essere aperta
3. si può affrontare in parte predisponendo alcuni passi dal docente

Come consigli a riguardo ci sono:

  • progettare l’attività nel dettaglio
  •  svolgerla per gruppi di apprendimento piccoli ( 4-5 persone al massimo)
  • orientare il confronto sulle modalità di soluzione possibili

In pratica il metodo del problem solving vuole sviluppare AUTONOMIA e non dipendenza, vuole fare FORMAZIONE e non trasmettere istruzioni, intende SOLLECITARE VERIFICHE e non proporre correzioni preconfezionate.

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