Chi è un nativo digitale?

Published December 12, 2011 by giadaranzoni91

Nativo digitale (dalla lingua inglese digital native) è una espressione che viene applicata ad una persona che è cresciuta con le tecnologie digitali come i computer, Internet, telefoni cellulari e MP3.

Per contro un immigrato digitale (digital immigrant) si applica ad una persona che è cresciuta prima delle tecnologie digitali e le ha adottate in un secondo tempo.

Una terza figura è invece quella del tardivo digitale; una persona cresciuta senza tecnologia, e che la guarda tutt’oggi con diffidenza.

Questa figura si contrappone alla più famosa del Nativo digitale e dell’Immigrato Digitale

Ad esempio un nativo digitale parlerà della sua nuova macchina fotografica mentre un immigrato digitale parlerà della sua nuova macchina fotografica digitale.

I sociologi stanno discutendo delle implicazioni sociologiche di questa situazione che si è venuta a creare per le nuove generazioni. Non tutti sono d’accordo con questa terminologia e con le ipotesi soggiacenti. Per esempio non tutti concordano sul fatto che i bambini ed i giovani (che sono per la loro età nativi digitali) abbiano una maggior dimestichezza con la tecnologia a differenza degli adulti che sarebbero più maldestri. Si deve giustamente ricordare che l’universo digitale è stato creato dagli immigrati digitali.

In terminologia, coloro i quali non credono nelle categorie di “nativi digitali” e “immigrati digitali” vengono chiamati “gli scettici della Net Generation” (“Net Gen Skeptic“).

 

Questo è un articolo del corriere della sera che in maniera interessante parla proprio dei nativi digitali.

I bambini di oggi che crescono con l’elettronica avranno il cervello più sviluppato per certe facoltà e meno per altre

 

(Ansa)
(Ansa)

ROMA – Fin da piccolissimi con il telefonino o con il telecomando fra le mani. Per non parlare della precocissima confidenza con i videogame. I bambini di oggi già all’asilo hanno capacità di decrittare icone su televisioni e computer. Come saranno una volta adulti?
«Dal 2000 circa in poi il genere umano ha subito un’ulteriore evoluzione. Dopo l’Homo sapiens sapiens è la volta della generazione dei nativi digitali. Una nuova umanità figlia di cellulari e videogiochi, che ha già un cervello diverso dal nostro» ha spiegato all’agenzia Adnkronos Salute Tonino Cantelmi, docente di psichiatria dell’Università Gregoriana di Roma e presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici. «Abbiamo esaminato un vasto campione di bimbi, nati a partire dal 2002. Concentrandoci sulle caratteristiche dei nativi digitali, figli della “generazione di mezzo” e nipoti dei “predigitali” – chiarisce lo psichiatra, che a questo tema ha dedicato un libro, «L’immaginario prigioniero» (Mondadori), scritto con la psicoterapeuta Maria Rita Parsi – Questi piccoli hanno un apprendimento più percettivo e meno simbolico, e sono dotati di abilità viso-motorie eccezionali. Una volta adulti – aggiunge – saranno spesso uomini e donne incapaci cioè di riconoscere le emozioni interne, ma abilissimi a rappresentarle». Inoltre saranno ragazzini e poi giovani «multitasking», capaci di utilizzare contemporaneamente vari mezzi tecnologici senza timore o paura.

 

SARÀ DIFFICILE «CAPIRLI» – Per la generazione dei nativi digitali, che in questi anni sono ancora sui banchi di materna ed elementare, «le emozioni non sono vissute, ma piuttosto rappresentate. Saranno abilissimi a tecnomediare le relazioni. E, naturalmente, comunicare con loro sarà difficile sia per la generazione di mezzo, che per i predigitali», prevede Cantelmi. Infatti l’uso di vari strumenti tecnologici fin da bambini attiva aree cerebrali differenti. E predispone a svelare senza fatica i segreti delle strumentazioni più high-tech. Tutti genietti del computer, dunque? «Non solo, questa generazione – racconta lo psichiatra – nasce con l’esperienza della democrazia dal basso. La pressione del gruppo di coetanei con cui si condividono le chiacchiere digitali sarà fortissima, e presto sulla rete si commenteranno eventi e avvenimenti, piccoli e grandi». Dall’uscita di un film in 3D, all’apertura del negozio sotto casa. Il futuro dei nativi digitali, secondo Cantelmi, è sempre più scritto nei blog. E la Rete «muterà per alimentare le passioni e i modi di socializzazione di questa generazione in crescita. Affamata di novità – conclude – e bravissima a sintetizzare con un’icona i suoi messaggi al clan degli amici», via mail su telefonini sempre più ricchi di applicazioni.
 
Questo argomento è veramente interessante. Io non sapevo assolutamente che esistesse questa nuova generazione, ma è più che utile averlo saputo poichè noi saremo future maestre che dovranno insegnare proprio a  dei “Nativi Digitali”.

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